giovedì 31 maggio 2018
domenica 20 maggio 2018
sabato 19 maggio 2018
Vivian Maier la fotografa ritrovata
Una straordinaria mostra dedicata a Vivian Maier, una delle fotografe più apprezzate di questo secolo. L’esposizione è stata realizzata da Palazzo Pallavicini con la curatela di Anne Morin di DiChroma Photography sulla base delle foto dell’archivio Maloof Collection e della Howard Greendberg Gallery di New York.
La mostra offrirà ai visitatori un eccezionale percorso espositivo diviso in differenti sezioni tematiche, affrontando tutti gli argomenti che la Maier sentiva più cari e vicini: infanzia, autoritratti, ritratti, vita di strada, forme e colore. La curatrice, in occasione dell’esposizione, ha eseguito una selezione molto accurata delle migliaia di fotografie a disposizione; verranno, infatti, presentate ben 120 fotografie in bianco e nero, di cui 10 in grande formato, 90 di formato medio più una meravigliosa sezione di 20 foto a colori relativa alla produzione degli anni Settanta dell’artista.
Il lavoro di Vivian Maier (1926-2009) è rimasto nell’ombra fino al 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, acquista un box a un’asta. Dalla scatola emergono effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, Vivian Maier, il contenuto del cui magazzino è stato messo all'asta a causa di ritardi nel pagamento dell’affitto. Tra questi oggetti emerge anche una cassa contenente centinaia di negativi e rullini, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell’immenso tesoro che ha tra le mani e, grazie alla sua intuizione ed accurata divulgazione, porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.
“Nessuno è eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prenderà il nostro posto. E’ tempo di chiudere e tornare al lavoro.”
La mostra offrirà ai visitatori un eccezionale percorso espositivo diviso in differenti sezioni tematiche, affrontando tutti gli argomenti che la Maier sentiva più cari e vicini: infanzia, autoritratti, ritratti, vita di strada, forme e colore. La curatrice, in occasione dell’esposizione, ha eseguito una selezione molto accurata delle migliaia di fotografie a disposizione; verranno, infatti, presentate ben 120 fotografie in bianco e nero, di cui 10 in grande formato, 90 di formato medio più una meravigliosa sezione di 20 foto a colori relativa alla produzione degli anni Settanta dell’artista.
Il lavoro di Vivian Maier (1926-2009) è rimasto nell’ombra fino al 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, acquista un box a un’asta. Dalla scatola emergono effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, Vivian Maier, il contenuto del cui magazzino è stato messo all'asta a causa di ritardi nel pagamento dell’affitto. Tra questi oggetti emerge anche una cassa contenente centinaia di negativi e rullini, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell’immenso tesoro che ha tra le mani e, grazie alla sua intuizione ed accurata divulgazione, porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.
“Nessuno è eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prenderà il nostro posto. E’ tempo di chiudere e tornare al lavoro.”
Vivian Maier
da sabato 3 marzo a domenica 27 maggio
Palazzo Pallavicini via S.Felice 24
Bologna
giovedì 3 maggio 2018
tra Déco e Modernismo, Giovedì 3 maggio ore 18, Institut Français di Firenze, Piazza Ognissanti 2, con Vanni Pasca, Luisa Ceretto e Isabelle Mallez
In Francia, tra Déco e Modernismo
Prosegue
in maggio il ciclo fiorentino ‘Lezioni di design’, a cura di Vanni
Pasca, che tocca in una serie di incontri i momenti più significativi
della storia del design moderno. Il tema del prossimo appuntamento è
quello dei due principali movimenti che si sono sviluppati in Francia
tra gli anni Venti e Quaranta: il Déco e il Modernismo.
Intervengono, con Vanni Pasca, Isabelle Mallez, console onorario di Francia e direttrice dell’Institut Français di Firenze, e Luisa Ceretto, della Cineteca di Bologna. Il programma dell’incontro prevede anche la proiezione di brani del film L’inhumaine, girato nel 1924 dal regista francese Marcel L’Herbier, che nell’impianto scenografico e nello stile delle luci e dei costumi accoglie significativamente gli stilemi delle avanguardie di quegli anni.
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mercoledì 25 aprile 2018
25 aprile 2018 Festa della Liberazione al Casone del Partigiano di Rubizzano, San Pietro in Casale
25 aprile, 'Festa della Liberazione' al Casone del Partigiano
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Festa della Liberazione al Casone del Partigiano di Rubizzano, San Pietro in Casale.
A settantatre anni dalla fine della 2ª guerra mondiale, il Casone del Partigiano di Rubizzano rimane un simbolo della Memoria partigiana nella pianura bolognese. Qui, nello stesso luogo dove si rifugiarono i partigiani durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti, la Festa della Liberazione, che si tiene il prossimo 25 aprile, assume un significato ancora più profondo.
Le celebrazioni comprendono iniziative istituzionali e appuntamenti al Casone per ricordare le vicende del nostro recente passato.
Nel primo pomeriggio di martedì 25 si tiene la ciclata della Resistenza: un lungo corteo accompagnato da musiche di festa ripercorre nella pianura alcuni dei luoghi simbolo della Resistenza per giungere al Parco della Memoria dove un angolo ristoro allestito dai locali centri Anziani dispensa crescentine e bevande.
Dall'anno scorso il Casone del Partigiano contiene il nuovo Museo della memoria, aperto con visite guidate nel corso dell'evento. Grazie al nuovo allestimento museale all'interno del casone si potrà ascoltare, attraverso tracce di audio diffusione, un'inedita narrazione che permetterà al visitatore di immergersi nell’atmosfera del periodo della Resistenza: si immagina un incontro nei giorni della liberazione in cui si ripercorrono i momenti salienti della Resistenza in pianura e delle vicende accadute nella zona, ovvero la battaglia, l'operazione Herring e la decisione di respingere i tedeschi per evitare il bombardamento.
Infine, all'interno del nuovo padiglione, è possibile visitare il nuovo percorso allestitivo che si articola in pannelli espositivi permanenti in cui vengono raccontati i principali aspetti della lotta di liberazione nella battaglia del casone nell’aprile 1945, i tipi di azioni di contrasto messi in campo dai partigiani, l'operazione Herring e un focus sul partigiano Alfonsino Saccenti. E' inoltre presente un angolo dedicato alla corposa libreria con i volumi storici dedicati ai temi della Resistenza e del secondo conflitto bellico.
Il Casone del Partigiano si trova nelle campagne tra Bentivoglio e San Pietro in Casale. Costruito tra il 1790 e il 1850 come rifugio per il guardiano della valle e per i cacciatori, stato utilizzato dai partigiani, come rifugio durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti nella seconda guerra mondiale.
Durante i giorni 18, 19, 20 e 21 aprile 1945 al Casone si riunirono il comando partigiano della seconda Brigata "Paolo" e i rappresentanti della quarta Brigata "Venturoli"; il 21 aprile si ebbero i primi scontri con i tedeschi in ritirata, nella zona che dal Casone va verso San Pietro in Casale, fra Rubizzano e Gavaseto, e nella ferrovia tra Bologna e Padova. In questi combattimenti persero la vita molti partigiani.
Dal 1900 al 1950 una parte della valle è stata bonificata ed è stata trasformata in risaia. Nel periodo della seconda guerra mondiale il Casone aveva già le caratteristiche di oggi: era circondato da una grossa fossa che poteva essere attraversata mediante una passerella. A seguito dei lavori di bonifica il Casone crollò. I partigiani della seconda brigata «Paolo» decisero di ricostruirlo come testimonianza per le generazioni future affinché gli ideali della Resistenza restassero vivi e fossero salvaguardate la pace, la libertà e la giustizia sociale. Oggi il Casone del partigiano, assieme al nuovo padiglione di recente costruzione, è sede del Parco della Memoria
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Potrebbe interessarti: http://www.bolognatoday.it/eventi/festa-liberazione-casone-rubizzano-2018.html
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Festa della Liberazione al Casone del Partigiano di Rubizzano, San Pietro in Casale.
A settantatre anni dalla fine della 2ª guerra mondiale, il Casone del Partigiano di Rubizzano rimane un simbolo della Memoria partigiana nella pianura bolognese. Qui, nello stesso luogo dove si rifugiarono i partigiani durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti, la Festa della Liberazione, che si tiene il prossimo 25 aprile, assume un significato ancora più profondo.
Le celebrazioni comprendono iniziative istituzionali e appuntamenti al Casone per ricordare le vicende del nostro recente passato.
Nel primo pomeriggio di martedì 25 si tiene la ciclata della Resistenza: un lungo corteo accompagnato da musiche di festa ripercorre nella pianura alcuni dei luoghi simbolo della Resistenza per giungere al Parco della Memoria dove un angolo ristoro allestito dai locali centri Anziani dispensa crescentine e bevande.
Dall'anno scorso il Casone del Partigiano contiene il nuovo Museo della memoria, aperto con visite guidate nel corso dell'evento. Grazie al nuovo allestimento museale all'interno del casone si potrà ascoltare, attraverso tracce di audio diffusione, un'inedita narrazione che permetterà al visitatore di immergersi nell’atmosfera del periodo della Resistenza: si immagina un incontro nei giorni della liberazione in cui si ripercorrono i momenti salienti della Resistenza in pianura e delle vicende accadute nella zona, ovvero la battaglia, l'operazione Herring e la decisione di respingere i tedeschi per evitare il bombardamento.
Infine, all'interno del nuovo padiglione, è possibile visitare il nuovo percorso allestitivo che si articola in pannelli espositivi permanenti in cui vengono raccontati i principali aspetti della lotta di liberazione nella battaglia del casone nell’aprile 1945, i tipi di azioni di contrasto messi in campo dai partigiani, l'operazione Herring e un focus sul partigiano Alfonsino Saccenti. E' inoltre presente un angolo dedicato alla corposa libreria con i volumi storici dedicati ai temi della Resistenza e del secondo conflitto bellico.
Il Casone del Partigiano si trova nelle campagne tra Bentivoglio e San Pietro in Casale. Costruito tra il 1790 e il 1850 come rifugio per il guardiano della valle e per i cacciatori, stato utilizzato dai partigiani, come rifugio durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti nella seconda guerra mondiale.
Durante i giorni 18, 19, 20 e 21 aprile 1945 al Casone si riunirono il comando partigiano della seconda Brigata "Paolo" e i rappresentanti della quarta Brigata "Venturoli"; il 21 aprile si ebbero i primi scontri con i tedeschi in ritirata, nella zona che dal Casone va verso San Pietro in Casale, fra Rubizzano e Gavaseto, e nella ferrovia tra Bologna e Padova. In questi combattimenti persero la vita molti partigiani.
Dal 1900 al 1950 una parte della valle è stata bonificata ed è stata trasformata in risaia. Nel periodo della seconda guerra mondiale il Casone aveva già le caratteristiche di oggi: era circondato da una grossa fossa che poteva essere attraversata mediante una passerella. A seguito dei lavori di bonifica il Casone crollò. I partigiani della seconda brigata «Paolo» decisero di ricostruirlo come testimonianza per le generazioni future affinché gli ideali della Resistenza restassero vivi e fossero salvaguardate la pace, la libertà e la giustizia sociale. Oggi il Casone del partigiano, assieme al nuovo padiglione di recente costruzione, è sede del Parco della Memoria
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martedì 24 aprile 2018
Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, la mostra a Bologna
Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky: la mostra a Bologna
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Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky: la mostra a Bologna
„Dal 15/12/2017 al 13/05/2018 “
Mambo Museo d'arte moderna di Bologna
Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky: la mostra a Bologna
„
E' stata ufficialmente annunciata la mostra: REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky. Capolavori dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna: dal 15 dicembre 2017 al 13 maggio 2018, prodotta e organizzata da CMS. Cultura in partnership con il Comune di Bologna - l’Istituzione Bologna Musei, realizzata grazie a una collaborazione esclusiva con il Museo di Stato Russo, San Pietroburgo.
Potrebbe interessarti: http://www.bolognatoday.it/eventi/Revolutija-mostra-chagall-kandisky-mambo.html
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Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky: la mostra a Bologna„Dal 15/12/2017 al 13/05/2018 “
Mambo Museo d'arte moderna di Bologna
Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky: la mostra a Bologna
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E' stata ufficialmente annunciata la mostra: REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky. Capolavori dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna: dal 15 dicembre 2017 al 13 maggio 2018, prodotta e organizzata da CMS. Cultura in partnership con il Comune di Bologna - l’Istituzione Bologna Musei, realizzata grazie a una collaborazione esclusiva con il Museo di Stato Russo, San Pietroburgo.
Evgenia Petrova, Vice Direttore del Museo di Stato Russo,
e Joseph Kiblitsky del medesimo museo e curatori della mostra, hanno
definito
insieme ai partner bolognesi oltre al titolo dell’esposizione, anche alcuni aspetti legati al percorso espositivo, ovvero le manifestazioni cittadine sempre afferenti al centenario della Rivoluzione di Ottobre che avranno nella mostra il loro fulcro.
insieme ai partner bolognesi oltre al titolo dell’esposizione, anche alcuni aspetti legati al percorso espositivo, ovvero le manifestazioni cittadine sempre afferenti al centenario della Rivoluzione di Ottobre che avranno nella mostra il loro fulcro.
L’arte delle avanguardie russe è uno dei
capitoli più importante e radicale del modernismo. Il periodo compreso
tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere, come in nessun altro momento
della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia
diametralmente opposti l’uno all’altro e a un ritmo vertiginoso.
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lunedì 23 aprile 2018
Universo Futurista - Bologna 21 aprile - 18 novembre 2018
(la conquista dell'aria)
La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli apre al pubblico la sua nuova sede con la mostra Universo Futurista, a cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) su cui non cessa di rinnovarsi l’attenzione degli studiosi, attraverso mostre e pubblicazioni, e del pubblico.
La mostra approfondisce questa nuova concezione estetica attraverso l’accurata selezione di dipinti, sculture, oggetti di design, disegni progettuali, fotografie e fotomontaggi, manifesti pubblicitari e documenti autografi di ogni genere realizzati da artisti futuristi dal 1909 fino alla fine degli anni ‘30 del Novecento.
Il palazzo dell'Archiginnasio ospita una selezione di opere della Fondazione Cirulli, visibili nell'Ambulacro dei Legisti negli orari di apertura del Palazzo.
Inaugurazione 21 aprile h 17.30
21 aprile - 18 novembre 2018
La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli apre al pubblico la sua nuova sede con la mostra Universo Futurista, a cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) su cui non cessa di rinnovarsi l’attenzione degli studiosi, attraverso mostre e pubblicazioni, e del pubblico.
La mostra approfondisce questa nuova concezione estetica attraverso l’accurata selezione di dipinti, sculture, oggetti di design, disegni progettuali, fotografie e fotomontaggi, manifesti pubblicitari e documenti autografi di ogni genere realizzati da artisti futuristi dal 1909 fino alla fine degli anni ‘30 del Novecento.
Il palazzo dell'Archiginnasio ospita una selezione di opere della Fondazione Cirulli, visibili nell'Ambulacro dei Legisti negli orari di apertura del Palazzo.
Inaugurazione 21 aprile h 17.30
21 aprile - 18 novembre 2018
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