sabato 21 luglio 2018

Migliaia di lanterne galleggianti per ricordare Hiroshima


Migliaia di lanterne galleggianti per ricordare Hiroshima

Chi: Nipponica Cosa: Il Sole di Hiroshima – Cerimonia delle lanterne galleggianti
Quando: 6 agosto 2018 Dove: Giardino del Cavaticcio, via Azzo Gardino – Bologna
Costo: ingresso gratuito, offerta libera per una lanterna

La bellezza tragica e solenne di tante piccole lanterne che illuminano la notte di uno degli anniversari più neri della nostra storia di uomini e donne. Tante emozioni si addensano intorno a Il Sole di Hiroshima, la cerimonia giapponese (tōrōnagashi) delle lanterne galleggianti che anche quest’anno illuminerà il Parco del Cavaticcio nella serata del 6 agosto, anniversario del lancio della bomba atomica su Hiroshima.
Un momento della Cerimonia delle lanterne
Una manifestazione che si prende l’onere della memoria ricordando l’avvenimento tragico della storia umana rappresentato dall’olocausto atomico di Hiroshima, ma anche le difficoltà conseguenti alla triplice tragedia giapponese del 2011: terremoto, tsunami ed esplosione della centrale nucleare di Fukushima.
Nel corso del suggestivo appuntamento, organizzato ormai da otto anni dal festival di cultura giapponese Nipponica, un migliaio di lanterne di carta verranno consegnate alle placide acque del laghetto, portando con loro disegni, pensieri, speranze di quanti vorranno partecipare con una piccola donazione.
L’evento nasce infatti nel nome della solidarietà italo-giapponese e l’intero ricavato sarà devoluto a due associazioni: la giapponese Watanoha Smile, impegnata a favore di una scuola elementare di Ishinomaki, danneggiata dallo tsunami del 2011, e l’italiana Eta Beta, cooperativa sociale onlus di Bologna che assiste persone in situazioni di fragilità e marginalità sociale e che promuove importanti progetti dedicati all’infanzia e ai diritti naturali dei bambini.

la serata, sarà arricchita dalla lettura-spettacolo Il primo sole (… nel resto buio), con Donatella Allegro e Nicola Bortolotti, un viaggio sui ricordi dell’ultima estate, colti da una prospettiva infantile che traccia paesaggi sentimentali, prima della catastrofe del 6 agosto 1945.

L’evento ospiterà anche l’esperienza e le conoscenze di Giorgio Amitrano, tra i massimi studiosi di Giappone in Italia, che in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, Iro Iro. Il Giappone tra pop e sublime, racconterà il paese orientale visto e vissuto in prima persona.
La cooperativa Eta Beta dà il via all’evento curando un laboratorio per bambini che accompagnerà i partecipanti verso l’ideazione di oggetti utilizzando materiali naturali e che si vuole ispirare ai 10 diritti naturali dei bambini ideati da Gianfranco Zavalloni e in modo particolare al decimo, il Diritto alle sfumature: a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle.
Se non potete partecipare alla serata ricordate che le lanterne si possono prenotare anche online, sempre sul sito di Nipponica, chiedendo la trascrizione di un proprio messaggio su una lanterna che la sera del 6 agosto sarà collocata in acqua assieme a tutte le altre.
Il Sole di Hiroshima è ideato e organizzato da Nipponica, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, il Consolato Generale del Giappone a Milano, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Bologna, e l’Università di Bologna. L’evento rientra inoltre nell’ambito di L’Altra Sponda – Bologna Estate 2018.











giovedì 28 giugno 2018

Giovedì 28 giugno 2018 ore 18 lettura per Roberto Roversi a Villa Ghigi Bologna

Giovedì 28 giugno ore 18
Alla palma verde

Una lettura per Roberto Roversi

Nel febbraio 2017, nell’ambito del progetto Un albero per te, sono stati piantati nel Parco Villa Ghigi – per iniziativa della famiglia e di alcuni amici – un esemplare di palma di Fortune e un melograno in ricordo di Roberto Roversi e della moglie Elena Marcone. Come lo scorso anno, nel piccolo pianoro nei pressi di Villa Ghigi dove sono stati messi a dimora i due esemplari si terrà una lettura di testi del grande poeta bolognese, scelti e detti da suoi amici e collaboratori. Un momento di emozione, riconoscenza e riconoscimento che ha colpito in profondità tutti i partecipanti e che si è deciso di ripetere ogni anno, nello stesso posto e nel medesimo periodo. Ai poeti che hanno collaborato con Roberto Roversi nei decenni passati quest’anno si uniscono alcuni autori più giovani.

Partecipano Antonio Bagnoli, Bruno Brunini, Luca Egidio, Adriana Ferri, Mattia Fontanella, Maria Gervasio, Valerio Grutt, Franco Jannelli, Salvatore Jemma, Maurizio Maldini, Gabriele Milli, Nicola Muschitiello, Ivonne Mussoni, Mino Petazzini, Jean Robaey, Caterina Roversi, Paolo Valesio, Gabriele Vezzani, Antonio Violetta.

https://www.fondazionevillaghigi.it/evento/in-ricordo-di-roberto-roversi/





















sabato 19 maggio 2018

Vivian Maier la fotografa ritrovata

Una straordinaria mostra dedicata a Vivian Maier, una delle fotografe più apprezzate di questo secolo. L’esposizione è stata realizzata da Palazzo Pallavicini con la curatela di Anne Morin di DiChroma Photography sulla base delle foto dell’archivio Maloof Collection e della Howard Greendberg Gallery di New York.
La mostra offrirà ai visitatori un eccezionale percorso espositivo diviso in differenti sezioni tematiche, affrontando tutti gli argomenti che la Maier sentiva più cari e vicini: infanzia, autoritratti, ritratti, vita di strada, forme e colore. La curatrice, in occasione dell’esposizione, ha eseguito una selezione molto accurata delle migliaia di fotografie a disposizione; verranno, infatti, presentate ben 120 fotografie in bianco e nero, di cui 10 in grande formato, 90 di formato medio più una meravigliosa sezione di 20 foto a colori relativa alla produzione degli anni Settanta dell’artista.
Il lavoro di Vivian Maier (1926-2009) è rimasto nell’ombra fino al 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, acquista un box a un’asta. Dalla scatola emergono effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, Vivian Maier, il contenuto del cui magazzino è stato messo all'asta a causa di ritardi nel pagamento dell’affitto. Tra questi oggetti emerge anche una cassa contenente centinaia di negativi e rullini, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell’immenso tesoro che ha tra le mani e, grazie alla sua intuizione ed accurata divulgazione, porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.

“Nessuno è eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prenderà il nostro posto. E’ tempo di chiudere e tornare al lavoro.”
Vivian Maier

da sabato 3 marzo a domenica 27 maggio
Palazzo Pallavicini via S.Felice 24
Bologna












giovedì 3 maggio 2018

tra Déco e Modernismo, Giovedì 3 maggio ore 18, Institut Français di Firenze, Piazza Ognissanti 2, con Vanni Pasca, Luisa Ceretto e Isabelle Mallez

In Francia, tra Déco e Modernismo
Prosegue in maggio il ciclo fiorentino ‘Lezioni di design’, a cura di Vanni Pasca, che tocca in una serie di incontri i momenti più significativi della storia del design moderno. Il tema del prossimo appuntamento è quello dei due principali movimenti che si sono sviluppati in Francia tra gli anni Venti e Quaranta: il Déco e il Modernismo.

Intervengono, con Vanni Pasca, Isabelle Mallez, console onorario di Francia e direttrice dell’Institut Français di Firenze, e Luisa Ceretto, della Cineteca di Bologna. Il programma dell’incontro prevede anche la proiezione di brani del film L’inhumaine, girato nel 1924 dal regista francese Marcel L’Herbier, che nell’impianto scenografico e nello stile delle luci e dei costumi accoglie significativamente gli stilemi delle avanguardie di quegli anni.

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mercoledì 25 aprile 2018

25 aprile 2018 Festa della Liberazione al Casone del Partigiano di Rubizzano, San Pietro in Casale

25 aprile, 'Festa della Liberazione' al Casone del Partigiano
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Festa della Liberazione al Casone del Partigiano di Rubizzano, San Pietro in Casale.
 A settantatre anni dalla fine della 2ª guerra mondiale, il Casone del Partigiano di Rubizzano rimane un simbolo della Memoria partigiana nella pianura bolognese. Qui, nello stesso luogo dove si rifugiarono i partigiani durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti, la Festa della Liberazione, che si tiene il prossimo 25 aprile, assume un significato ancora più profondo.
Le celebrazioni comprendono iniziative istituzionali e appuntamenti al Casone per ricordare le vicende del nostro recente passato.
Nel primo pomeriggio di martedì 25 si tiene la ciclata della Resistenza: un lungo corteo accompagnato da musiche di festa ripercorre nella pianura alcuni dei luoghi simbolo della Resistenza per giungere al Parco della Memoria dove un angolo ristoro allestito dai locali centri Anziani dispensa crescentine e bevande.
Dall'anno scorso il Casone del Partigiano contiene il nuovo Museo della memoria, aperto con visite guidate nel corso dell'evento. Grazie al nuovo allestimento museale all'interno del casone si potrà ascoltare, attraverso tracce di audio diffusione, un'inedita narrazione che permetterà al visitatore di immergersi nell’atmosfera del periodo della Resistenza: si immagina un incontro nei giorni della liberazione in cui si ripercorrono i momenti salienti della Resistenza in pianura e delle vicende accadute nella zona, ovvero la battaglia, l'operazione Herring e la decisione di respingere i tedeschi per evitare il bombardamento.
Infine, all'interno del nuovo padiglione, è possibile visitare il nuovo percorso allestitivo che si articola in pannelli espositivi permanenti in cui vengono raccontati i principali aspetti della lotta di liberazione nella battaglia del casone nell’aprile 1945, i tipi di azioni di contrasto messi in campo dai partigiani, l'operazione Herring e un focus sul partigiano Alfonsino Saccenti. E' inoltre presente un angolo dedicato alla corposa libreria con i volumi storici dedicati ai temi della Resistenza e del secondo conflitto bellico.
Il Casone del Partigiano si trova nelle campagne tra Bentivoglio e San Pietro in Casale. Costruito tra il 1790 e il 1850 come rifugio per il guardiano della valle e per i cacciatori,  stato utilizzato dai partigiani, come rifugio durante la rivolta contro i tedeschi e i fascisti nella seconda guerra mondiale.
Durante i giorni 18, 19, 20 e 21 aprile 1945 al Casone si riunirono il comando partigiano della seconda Brigata "Paolo" e i rappresentanti della quarta Brigata "Venturoli"; il 21 aprile si ebbero i primi scontri con i tedeschi in ritirata, nella zona che dal Casone va verso San Pietro in Casale, fra Rubizzano e Gavaseto, e nella ferrovia tra Bologna e Padova. In questi combattimenti persero la vita molti partigiani.
Dal 1900 al 1950 una parte della valle è stata bonificata ed è stata trasformata in risaia. Nel periodo della seconda guerra mondiale il Casone aveva già le caratteristiche di oggi: era circondato da una grossa fossa che poteva essere attraversata mediante una passerella. A seguito dei lavori di bonifica il Casone crollò. I partigiani della seconda brigata «Paolo» decisero di ricostruirlo come testimonianza per le generazioni future affinché gli ideali della Resistenza restassero vivi e fossero salvaguardate la pace, la libertà e la giustizia sociale. Oggi il Casone del partigiano, assieme al nuovo padiglione di recente costruzione, è sede del Parco della Memoria










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