mercoledì 13 settembre 2017

Aperitivo poetico-pittorico-musicale, Sabato 7 ottobre 2017, ore 18, al Graf di San Donato, p.zza Spadolini 3, Bologna



Sabato 7 ottobre 2017 ore 18
al Graf di San Donato
p.zza Spadolini 3, Bologna
 

 


Aperitivo poetico-pittorico-musicale

I poeti: Anna Albertano, Bruno Brunini, Carla Castelli


Le pittrici: Natascia D’Abbiero, Raffaella Passerini


Il musicista: Emiliano Grilli




















sabato 15 luglio 2017

"La bottega dell'artista" un racconto di Andrea Masotti


Un estratto del racconto La bottega dell'artista di Andrea Masotti pubblicato sul libro Brividi a Cena Misteri e Manicaretti dell'Appennino Bolognese Edizioni del Loggione


(...) L’Alfa blu si inerpicò sulla stretta curva che portava verso il comune montano. Il cielo era magico, del colore dello zaffiro, e il sole schiariva i faggi, i cerri e gli arbusti spogli trasferendo il mondo terrestre in un intrico di forme incise come una litografia.
Oltrepassarono un ponte su un fiume che rifletteva l’azzurro.
-          Ci pensa sempre qualcuno a rovinare il Paradiso – rifletté a voce alta il commissario Alberigi, girandosi verso Caleffi.
-          Commissario, stia attento che la strada è stretta – replicò l’agente, cambiando discorso.
Erano ormai prossimi al centro di San Benedetto Val di Sambro e si fermarono in una piazzetta cinta da una siepe di lauro. Tre uomini in piedi li attendevano davanti a un Bar Trattoria, al cui interno si era radunato apparentemente mezzo paese. Appena si avvicinarono trovarono le mani protese per un saluto.
-          Piacere, Prestigiacomo. Ho telefonato io stamattina – un omarino pallido stretto in un cappotto riciclato lo salutò timidamente.
-          Brutta sorpresa, eh? – rispose Alberigi.
-          Sì. Pensi che da queste parti non succede mai nulla a parte due sberle volate per una lite sul confine.
-          Quella volta ti avevo detto che non servivano i carabinieri – intervenne un secondo paesano.
-          Tu stai zitto che non capisci niente – sbottò Prestigiacomo – questi sono della Polizia, non sono carabinieri. Commissario, lo dovete scusare, non siamo abituati alla forza pubblica. È proprio lui, Sasdelli, che ha visto quella bruttura.
Don Rolando, malgrado l’età e gli acciacchi, li accolse subito volentieri. Conservava una parlantina affabile temprata da decenni di omelie e condita da un’ironia bonaria necessaria in quei luoghi sobri fino all’essenziale. Alberigi mise in luce le istantanee davanti al sacerdote che rimase composto.
-          Am’per al dievel – sbottò Prestigiacomo che l’accompagnava.
-          Già. L’espressione è quella – concordò il commissario.
-          Il diavolo è malvagio, ma anche disperato. Lontano da Dio – rispose don Rolando. La stessa disperazione che si legge nella lapide eretta per la tragedia dell’Italicus. Anche lì c’è la mano del diavolo. L’ha mai vista, dottore?
-          No. Non credo – rispose il commissario dopo aver riflettuto.
-          Vada alla stazione quando ha l’occasione. È anche un omaggio alle vittime.
-          Andiamo. È qui vicino. Grazie Don Rolando.
Rientrarono in auto e infine giunsero al piazzale lindo e ordinato di una stazione di montagna.
Al centro campeggiava un monumento in ferro. Dalle lamiere, come nere lingue di fiamma, salivano mani contorte che si aggrappavano ad altre lamiere. Era la stessa disperazione che i due poliziotti avevano letto un’ora prima sul corpo abbandonato nell’edificio in costruzione.
-          Don Rolando ha ragione – disse Caleffi, - sembra che il monumento abbia preso vita.
-          O che l’abbiano imitato. Sta arrivando il medico legale – tagliò corto Alberigi. 
Tre ore dopo il sacco che conteneva il corpo freddo e contratto dello sconosciuto partì verso l’Istituto di Anatomia Patologica di via Irnerio.(...)

  

Brividi a Cena Misteri e Manicaretti dell'Appennino Bolognese
 Dalla visione incantata dei fiabeschi saloni della Rocchetta Mattei ai fantasmi che infestano le antiche pievi, dalla dolce ninna nanna delle fronde degli alberi sul Monte Venere all’orrore di un delitto in riva alle fredde acque del lago di Suviana. Dai profumi delle distese di lavanda sui colli in primavera ai riti satanici di una setta improvvisata e criminale. 17 scrittori hanno giocato con il contrasto tra la dolcezza di un paesaggio che coinvolge i cinque sensi e gli intrighi del racconto giallo, ambientando sull’Appennino le loro storie misteriose e cariche di suspense.Ecco allora che un territorio affascinante e talvolta aspro, teatro della fioritura di grandi civiltà del passato ma anche di atroci tragedie della storia recente, diventa scenario e interprete stesso di vicende appassionanti che non mancheranno di coinvolgere il lettore tra boschi, laghi, antichi percorsi di viandanti e abbazie medievali.Con una avvertenza, però. Tutti questi colpi di scena, questi omicidi e la complessità delle indagini che vedranno coinvolti i protagonisti hanno un prevedibile effetto collaterale: mettono appetito. Perché l’Appennino bolognese è anche la culla di una cultura culinaria raffinata e millenaria. Ecco allora, tra un mistero e l’altro, che scoprirete ricette tipiche dell’Appennino Bolognese  da provare in cucina per permettere anche al gusto di soddisfare il piacere di una scoperta multisensoriale e di . assaporare il territorio.





venerdì 2 giugno 2017

Van Gogh Alive - The Experience - a Bologna, Ex Chiesa di San Mattia via Sant’Isaia 14A


Dopo il successo mondiale ottenuto in Australia, Stati Uniti, Russia e dopo aver letteralmente spopolato a Roma, con oltre 150 mila biglietti venduti in appena 6 mesi, Van Gogh Alive - The Experience arriva per la prima volta a Bologna e sarà ospitata presso l'ex Chiesa di San Mattia, oggi sede di importanti eventi culturali.
Van Gogh Alive - The Experience è un’esposizione di immagini ad altissima definizione, all’interno della quale lo spettatore si immerge per circa 45 minuti nell’arte e nel mondo del celebre pittore olandese, vivendo un’esperienza emozionale attraverso un percorso che si snoda nei 500 mq della chiesa con impianto a navata unica. Impressionante la serie di immagini, oltre 3.000, che si animano grazie all’innovativa tecnologia SENSORY 4, complesso sistema multimediale unico e sviluppato da GRANDE Exhibitions, capace di armonizzare motion graphic multicanale e suono surround di qualità cinematografica, con oltre 50 proiettori ad alta definizione, per garantire immagini dettagliate e particolari in primissimo piano.
Orari:
da lunedì a giovedì ore 10.00 – 20.00
venerdì e sabato ore 10.00 - 23.00
domenica ore 10.00 -21.00.
​Ultimo ingresso un'ora prima
Dal 4 maggio al 30 luglio 2017 

Ex Chiesa di San Mattia
via Sant’Isaia 14A
 Bologna









giovedì 1 giugno 2017

Il Museo per la memoria di Ustica

Inaugurato il 27 giugno 2007, in occasione del ventisettesimo anniversario della strage, il Museo per la Memoria di Ustica, nato grazie alla forte determinazione dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e della città di Bologna, è stato realizzato dall’architetto Gianpaolo Mazzuccato.
I resti del DC9 Itavia che nel 1980 precipitò in mare durante il volo Bologna – Palermo, causando la morte di ottantuno passeggeri, sono stati recuperati, trasportati e riassemblati negli ampi spazi degli ex magazzini ATC.
A proposito di Ustica
All’artista francese Christian Boltanski è stato affidato dalla città il difficile compito di realizzare un’installazione permanente dal titolo A proposito di Ustica, per non dimenticare una delle tragedie collettive più discusse della storia italiana.
Ottantuno sospiri, sussurri, volti
Boltanski ricorda le ottantuno vittime della strage attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono al ritmo di un respiro. Ottantuno specchi neri circondano il velivolo ricostruito, riflettendo l'immagine di chi percorre il ballatoio, mentre dietro ad ognuno di essi, ottantuno altoparlanti emettono frasi sussurrate a sottolineare la casualità e l'ineluttabilità della tragedia.
Oggetti personali
Intorno ai resti del DC9 sono state disposte alcune grandi casse coperte da drappi neri che contengono le decine di oggetti personali appartenuti alle vittime.

Video
Una proiezione video raccoglie filmati e testimonianze riportate da agenzie giornalistiche e telegiornali a partire dal momento della tragedia sino ad arrivare alla realizzazione del museo.
Alcune postazioni informatiche permettono inoltre ai visitatori di approfondire, attraverso la visione di documentazioni audio–video, la conoscenza di uno dei grandi misteri della nostra cronaca.
Dal 13 febbraio 2015 si è aggiunto anche il documentario Il missile francese, recentemente realizzato da Canal Plus.
Orari di apertura estivi (fino al 17 settembre 2017):
dal martedì al venerdì h 18-21; sabato e domenica h 10-12 e 18-21










mercoledì 3 maggio 2017

Lunedì 15 maggio al Teatro Il Celebrazioni di Bologna ore 21 grande concerto celebrativo per i 65 anni della Doctor Dixie Jazz Band

A FAVORE DELLA CASA DEI RISVEGLI LUCA DE NIGRIS
PER RICORDARE NARDO GIARDINA
Lunedì 15 maggio al Teatro Il Celebrazioni di Bologna grande concerto celebrativo per i 65 anni della Doctor Dixie Jazz Band il gruppo di musicisti amatoriale "più vecchio del mondo" che invita bolognesi e non a festeggiarli. L’evento è realizzato in collaborazione con il Bologna Jazz Festival e l’incasso verrà devoluto all'associazione Gli amici di Luca per la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. 
 
Sarà anche l'occasione per ricordare Nardo Giardina scomparso lo scorso anno e che con Gherardo Casaglia è stato il fondatore di questa band nata nel 1952 all'interno dell'Università con il nome di Superior Magistratus Ragtime Band che poi ha più volte cambiato nome assumendo l'attuale nel 1972. Sostenitore della serata il gruppo Coswell (L'Angelica, Biorepair, Blanx, Isomar, Prep). Posto unico Ingresso 25 euro. Biglietteria del Teatro aperta dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19 e online. prevendita vivaticket e ticketone.
Questi i componenti che si cimenteranno sul palco del Teatro Il Celebrazioni: un broker, come Checco Coniglio al trombone, che si è aggiunto alla Band nel 1957, rimanendo continuativamente al fianco di Nardo Giardina fino alla sua scomparsa; Franco Franchini, pianoforte, avvocato, il quale, membro della Criminal Jazz Band, nel 1959 è entrato a far parte del gruppo insieme a Pupi Avati; si sono poi aggiunti: Luca Soddu, sax alto e tenore, che è un chimico; Andrea Zucchi, sax baritono, ingegnere; Andrea Scorzoni, sax tenore e soprano, docente di elettronica presso l’Università di Perugia; Stefano Donvito, basso elettrico, dirigente della Polizia di Stato in quiescienza, Umberto Genovese, batteria, educatore e le cantanti Angela Sette, Valentina Mattarozzi.

Molti gli ospiti attesi tra i quali: Teo Ciavarella, Piero Odorici, Jimmy Villotti, Annibale Modoni e Michela Calzoni.
Il concerto è anche l'occasione per ricordare un amico ed estimatore della Doctor Dixie Jazz Band, il grande pittore bolognese Wolfango, purtroppo scomparso all'inizio dell'anno, che, in occasione del concerto per il 60° compleanno, ha voluto dare una testimonianza concreta del suo legame con la Band realizzando e donando ad essa il “logo” che da allora ha accompagnato ogni esibizione e che oggi campeggia nel manifesto del 65° compleanno.


La Doctor Dixie Jazz Band nella quale hanno suonato Lucio Dalla, Pupi Avati e Renzo Arbore, non arriva da New Orleans o da New York, ma dalle cantine bolognesi, luogo che assorbì più di ogni altro luogo in Italia l’influenza di una musica che nel primo dopoguerra, e prima ancora che dilagasse il rock and roll, era segno di ribellione ai ritmi tranquillizzanti e pop della canzonetta nazionalpopolare. Un gruppo di appassionati di jazz che si è fondato grazie al fatto che i componenti erano tutti studenti, perlopiù di medicina, per poi negli anni rimpolparsi e ricomporsi con suonatori amatoriali dalle professioni tra le più varie. Dalla fondazione a oggi la Doctor Dixie ha tenuto oltre 700 concerti in Italia e in Europa, partecipando a numerosissimi Festival in Italia, Francia, Spagna e Germania. Ha pubblicato circa trenta tra LP e CD. Tra i numerosissimi riconoscimenti ricevuti dalla Band vanno ricordati: “Le Due Torri d'Oro”, 1985; il “Sigillum Magnum“ dell'Università di Bologna, 1988, in occasione del IX Centenario dell'Ateneo bolognese; sempre nel 1988 la “Turrita d'Argento” dal Comune di Bologna che nel 1983, in occasione del trentennale, aveva attribuito alla Doctor il prestigioso “Nettuno d'Oro”.