sabato 14 maggio 2022

La scomparsa del poeta Giovanni Maurizi

 

Giovanni Maurizi, poeta e scrittore ci ha improvvisamente lasciati il 5 maggio 2022. 

Giovanni è stato un caro amico, con lui per anni abbiamo scambiato momenti di confronto sulla scrittura e sulla vita e partecipato a reading.

Lo ricordiamo con affetto con una sua poesia. 

 

                      

 Esseri e nebbie

 

Oltre questo paesaggio simulato

cerco ciò che e essenziale

ma non sono i pochi esseri umani

a darmi pace

ombre incerte che scattano

foto da mostrare agli amici

 

l’ape che ronza attorno

al fiore del geranio

la rondine che rade

i flutti dell’Avisio

rinnovano a tratti una sopita

percezione del mondo

 

e resto a guardare il passero

che saltella tra i tavoli vuoti

e se trova un boccone sfreccia via

 

anch’io sfreccerei verso il tuo nido

se avessi un po’ di nutrimento vero

 

ma resto ancora a lungo

mentre fisso le selve

e il fumo che corona il Sassolungo.

 

Giovanni Maurizi è nato a Fermo il 5 agosto 1947, è scomparso a Bologna il 5 maggio 2022, dove ha vissuto dal 1966. Si è laureato all'Università, ha insegnato e lavorato presso biblioteche comunali. Suoi versi sono apparsi su quotidiani e riviste. Con Manni Editori ha pubblicato le raccolte poetiche Canti essenziali (2006) e Attraverso la rete (2012), i racconti di Figure e ombre (2015), il poemetto Senso inverso (2017), il romanzo Tortuga (2020), il poema- romanzo Una passione duplice (2021)

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 5 maggio 2022

"Il traguardo del secolo. Memorie di Romeo" presentazione del libro di Carla Castelli - Sabato 7 maggio 2002 ore 17, al Graf di San Donato p.zza Spadolini 3 Bologna

 

 


Comune di Bologna

Quartiere San Donato - San Vitale

 

Sabato 7 maggio 2022 ore 17

al Graf di San Donato

p.zza Spadolini 3

 

presentazione del libro

“Il traguardo del secolo. Memorie di Romeo”

Un padre centenario racconta alla figlia

gli episodi salienti della propria vita nella Bologna del secolo scorso.

 

Oltre all’autrice, Carla Castelli, interverranno:

 

l’assessore Simone Borsari

il giornalista Beppe Ramina

la docente e critica letteraria Beatrice Collina

l’attrice e drammaturga Marinella Manicardi

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 19 aprile 2022

Lento ritorno, l’ultimo libro di poesie di Bruno Brunini. Nota di lettura di Giovanni Maurizi


 


In Lento ritorno (La Vita Felice, 2021), l'ultimo lavoro di Bruno Brunini, si sente il pathos per un tempo che è perduto, o si crede perduto, ma che continua a illuminare la vita di chi resta. In questa raccolta, emerge infatti il valore di una memoria ritrovata, che la poesia consente di ripercorrere con uno sguardo nuovo.

Ignorando l’idea lineare del tempo, tra eventi che segnano la nostra epoca e vicende personali che possono assumere una dimensione universale, luoghi, persone, periodi diversi della vita e della storia, si fondono nel presente, acquistando una risonanza diversa.

Nel fluire incessante di pensieri, di immagini, oltre alle figure del padre e della madre, c'è la presenza femminile, amata e quasi evocata dall’autore a sua difesa in un mondo divenuto inconoscibile.

Per il lettore poi sono importanti, a non perdere l'orientamento, i tanti toponimi che si riferiscono a Napoli, Punta Campanella, Santa Lucia, San Gaetano, salita San Raffaele, Procida, Torre Murata al Porto, per non dire del Vomero e di Posillipo.

Ma per Brunini il ritorno verso la propria vita è anche il tempo che permette la riflessione di un’identità mutata rispetto all’inafferrabilità dell’esistenza, come se la parola custodisse una sua impenetrabile cifra enigmatica.

Tra gli elementi più importanti di quest’intensa ricerca poetica, c’è la luce. Anche quando sembra oggetto di negazione: “Tra l'oscurità e il presente”, prevale invece quell’impasto di luce e ombra che fonda la nostra umana fragilità.

Ed è un topos ricorrente nei versi di Brunini, che spinge la poesia in una zona limite che non appartiene al corso abituale e ripetitivo del tempo, basti pensare al suo libro precedente “Ombra di vita”.

L'altro elemento fondamentale qui è l'acqua, con la sua forza analogica, in cui si intrecciano i flussi di vita e di morte dell’universo, quasi che si tratti di un principio materno e iniziale, ma onnicomprensivo e quindi anche finale.

Ma è tutta la raccolta ad essere fitta di simboli, ed è una continua tessitura che non lascia residui non poetici, in altri termini ci sono in essa esattezza e nitore. Ho scelto un poesia breve per esprimere meglio ciò che intendo: Talvolta appariva/sulla cima di un'onda/che bagna i tuoi pensieri,/mentre il martello batte/sui fianchi della roccia/la signora del mare/sfiora l'acqua,/soffia nella conchiglia/per risvegliare il vento,/stelle morte da secoli.

E nonostante la raccolta sia ripartita in sette parti, più una poesia introduttiva, si può leggere in continuità perché ha in sé una struttura che definirei poematica, con una lingua che s'accosta alla singola parola sempre in modo cauto e uniforme. E in fondo è proprio la ricerca linguistica che sottende i tanti pregi di questo volume che si impone come una singolarità nel paesaggio poetico contemporaneo.

 

Giovanni Maurizi