mercoledì 11 maggio 2016

GLI SGUARDI DENTRO. IL CINEMA MIGRANTE ALLA CINETECA DI BOLOGNA

GLI SGUARDI DENTRO E HUMAN RIGHTS NIGHTS:
IL CINEMA MIGRANTE ALLA CINETECA DI BOLOGNA 

Da mercoledì 11 a domenica 15 maggio in Cineteca,    
si intrecciano due eventi dedicati al cinema che racconta le migrazioni:
Gli sguardi dentro e Human Rights Nights

Due percorsi cinematografici per raccontare le migrazioni: Gli sguardi dentro e Human Rights Nights. Due strade che da domani, mercoledì 11 maggio, si incroceranno alla Cineteca di Bologna (tra il Cinema Lumière e la Biblioteca Renzo Renzi in Piazzetta Pasolini e la Sala Cervi in via Riva di Reno, 72): allo storico  festival dedicato ai diritti umani, Human Rights Nights, si affianca infatti quest’anno un nuovo ciclo di proiezioni, conferenze e momenti di approfondimento, Gli sguardi dentro, nato grazie al sostegno del bando MigrArti, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, a cui hanno partecipato la Cineteca di Bologna, l’Associazione Amici di Giana e l’Archivio Memorie Migranti, già sostenitori del Premio Mutti – AMM rivolto ai registi migranti attivi in Italia.
Primo appuntamento quindi mercoledì 11 maggio alle ore 18 in Sala Cervi con la doppia proiezione di Sta per piovere, film del regista italiano di origini curde Haider Rashid, e del cortometraggio La polvere di Kabul, dell’afghano Morteza Khaleghi.
Alle ore 20, sempre di mercoledì 11 maggio, al Cinema Lumière, inaugurazione per la sezione cinematografica del festival Human Rights Nights con l’anteprima di La sposa bambina, realizzato dalla prima regista donna yemenita Khadija al-Salami, tratto dall’omonimo libro di Nojoud Ali e Delphine Minoui, incentrato sull’emancipazione di una donna nello Yemen, costretta da giovanissima ad un matrimonio combinato. Introducono la proiezione Anna Maria Tagliavini della Biblioteca delle Donne e Christine Weise di Amnesty International.

La retrospettiva Gli sguardi dentro proseguirà poi giovedì 12 maggio alle ore 18 al Cinema Lumière, con il film corale Benvenuti in Italia dei registi Aluk Amiri, Hamed Dera, Hevi Dilara, Zakaria Mohamed Ali e Dagmawi Yimer, che raccontano cinque storie diverse sull’arrivo in Italia, seguito dal documentario del giornalista somalo  Zakaria Mohamed Ali, To Whom It May Concern.

Per approfondire i temi emersi dai titoli in la rassegna, ci sarà poi il convegno Cinema migrante in Italia: anno zero, parlano i protagonisti, che si terrà venerdì 13 maggio alla Biblioteca Renzo Renzi dalle ore 10 alle ore 13. Moderato dalla critica e storica del cinema Luisa Ceretto, il dibattito vedrà intervenire molti registi che in questi anni hanno partecipato al Premio Mutti – AMM: Suranga Deshapriya Katugampala, Dagmawi Yimer, Razi Mohebi, Zakaria Mohamed Ali, Nadia Kibut, Alfie Nze. I registi migranti avranno l’opportunità di raccontare il loro rapporto con il cinema, le loro scelte creative ed istanze artistiche, oltre alle motivazioni che li spingono a raccontare storie attraverso il cinema e ai messaggi che intendono trasmette. Saranno presenti inoltre Laura Traversi, Giulio Cederna e Sandro Triulzi, in rappresentanza del Premio Mutti – AMM.
Sempre venerdì 13 maggio, alle ore 22, proiezione di Pitza e Datteri del regista curdo Fariborz Kamkari, seguito da I soldi di mia madre di Suranga Deshapriya Katugampala e Acqua che va non torna di Abdullah al Mamun.
Gli sguardi dentro si chiuderà sabato 14 maggio alle ore 20, con la presentazione del documentario co-prodotto da Fabrica e vincitore del Premio Mutti – AMM 2013, Devil Comes to Koko, accompagnata dall’incontro con il regista Alfie Nze.

Prosegue parallelamente anche il festival Human Rights Nights: giovedì 12 maggio, alle ore 18, c’è il documentario vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale 2016, Fuocoammare di Gianfranco Rosi, seguito da Borderline di Stefano Liberti, primo di una serie di sei reportage video sul viaggio dalla Turchia a bordo di un cargo. Sempre giovedì 12, alle ore 22.30, si terrà la proiezione del film Chi è Dayani Cristal? di Marc Silver e Gael Garcìa Bernal, ambientato nel deserto di Sonora, parte del lungo sentiero dei migranti dell'America Centrale, accompagnato da Vagen Hem – The Way Home di Begonia Randhav, sulla storia di una famiglia di profughi in fuga dalla guerra.
Venerdì 13 maggio alle ore 18.30 verrà proiettato il documentario Asmarina di Alan Maglio e Medhin Paolos, sulla comunità eritrea ed etiope a Milano. Alla proiezione sarà presente il regista Medhin Paolos. Seguirà alle ore 20 They Have to Kill Us First: Malian Music in Exile di Johanna Schwartz, sulla sopravvivenza della musica malese all'oscurantismo jihadista nelle comunità in esilio.
Sabato 14 maggio il festival si avvia verso la conclusione con tre appuntamenti: alle ore 18 proiezione di A Haunting History di Femke e Ilse Van Velzen, seguito da Norte di Javier Garcìa Garrido; alle ore 20, come detto, la presentazione di Devil Comes to Koko; alle ore 22 proiezione di A Walnut Tree di Ammar Aziz.
Chiudono il festival, domenica 15 maggio a partire dalle ore 19.30, Coming and Going di Tianlin Xu e, alle ore 21.15, In Jackson Heights del pluripremiato Frederick Wiseman, sulla vita in un multietnico quartiere del Queens, a New York.

Gli sguardi dentro
Human Rights Nights
11 – 15 maggio
Cineteca di Bologna
Cinema Lumière e Biblioteca Renzo Renzi (Piazzetta Pasolini)
Sala Cervi (via Riva di Reno, 72)

Gli sguardi dentro
Mercoledì 11 maggio, ore 18, Sala Cervi
STA PER PIOVERE (Italia-Iraq/2013) di Haider Rashid (91’)
Said è nato e cresciuto in Italia da genitori algerini. Studia e lavora come panettiere part-time. Solo quando il padre perde il posto e riceve un decreto di espulsione si accorge di essere un cittadino di serie B. “Il film affronta direttamente il tema del diritto negato della cittadinanza ai nati in Italia da genitori stranieri, ma più nel profondo rappresenta la questione dell'identità delle seconde generazioni” (Haider Rashid).
segue
LA POLVERE DI KABUL (Italia 2013) di Morteza Khaleghi (12')
Realizzato dal vivo con un telefonino, questo breve documento ritrae la drammatica quotidianità di alcuni ragazzi afghani in transito in Grecia.
Menzione al Premio Mutti 2013.

Human Rights Nights Film Festival
Mercoledì 11 maggio, ore 20, Cinema Lumière
LA SPOSA BAMBINA (Yemen, Emirati Arabi Uniti, Francia 2015) di Khadija al-Salami (99’)
Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio. Il sottotitolo del film basta per spiegarne il senso e comprenderne l’atto d’accusa. Dal libro di Nojoud Ali e Delphine Minoui, La sposa bambina racconta il difficile percorso di emancipazione di una giovanissima yemenita costretta dalla famiglia a un matrimonio combinato. Un destino condiviso anche da Khadija al-Salami, prima regista dello Yemen.
Introducono Anna Maria Tagliavini (Biblioteca delle Donne), Simona Lembi (Comune di Bologna) e Christine Weise (Amnesty International)

Gli sguardi dentro
Giovedì 12 maggio, ore 18, Cinema Lumière
BENVENUTI IN ITALIA (Italia/2012) di Aluk Amiri, Hamed Dera, Hevi Dilara, Zakaria Mohamed Ali e Dagmawi Yimer (60')
Un film corale, cinque storie raccontate da altrettanti giovani 'registi migranti', arrivati in Italia da percorsi e con storie diverse, accomunati dal desiderio di raccontare l'arrivo nel nostro paese dall'interno, accompagnati produttivamente dal laboratorio di formazione audiovisiva dell'Archivio delle Memorie Migranti.
segue
TO WHOM IT MAY CONCERN
(Italia-Somalia/2013) di Zakaria Mohamed Ali (16')

Gli sguardi dentro
Venerdì 13 maggio, ore 10-13, Biblioteca Renzo Renzi
Cinema migrante in Italia: anno zero, parlano i protagonisti
Intervengono i registi Suranga Deshapriya Katugampala, Dagmawi Yimer, Razi Mohebi, Zakaria Mohamed Ali, Nadia Kibut, Alfie Nze.
Modera Luisa Ceretto.
Saranno presenti Laura Traversi, Giulio Cederna e Sandro Triulzi, in rappresentanza del Premio Mutti – AMM.

Gli sguardi dentro
Venerdì 13 maggio, ore 22, Cinema Lumière
PITZA E DATTERI (Italia/2015) di Fariborz Kamkari (92')
La pacifica comunità musulmana di Venezia (spicca il ruolo del 'convertito' Giuseppe Battiston) viene sfrattata dalla moschea da una parrucchiera che la trasforma in un salone di bellezza. I soccorsi arrivano nella persona di un giovane e goffo imam afgano. Dal regista curdo di I fiori di Kirkuk, un film che dimostra “che un altro Islam non solo è possibile, ma esistegià, nell'indifferenza dei media” (Federico Pontiggia).
seguono
I SOLDI DI MIA MADRE (Italia/2014) di Suranga Deshapriya Katugampala (12')
ACQUA CHE VA NON TORNA (Italia-Bangladesh/2014) di Abdullah al Mamun (6')

Human Rights Nights Film Festival. Diversity Digital Filmmaking / Gli sguardi dentro – MigrArti
Sabato 14 maggio, ore 20, Cinema Lumière
DEVIL COMES TO KOKO (Italia, Nigeria 2016) di Alfie Nze  (49’)
Alfie Nze è un regista teatrale nigeriano trasferitosi in Italia negli anni Novanta. Il suo film d’esordio, un documentario co-prodotto da Fabrica, è un viaggio alla ricerca di radici che mette insieme la sanguinosa invasione inglese di Benin City del 1897 e lo scandalo dei rifiuti tossici scaricati nel 1987 a Koko in Nigeria.
Interviene il regista Alfie Nzè.
Precede la presentazione del Premio Mutti-AMM 2016
Proiezione promossa dal MigranTour con l'associazione Next Generation Italy dal quartiere Bolognina al Cinema Lumière.


giovedì 7 aprile 2016

Per la rassegna "Diverse abilità in scena" a cura di Fulvio De Nigris, mercoledì 20 aprile 2016 ore 21 al Teatro Dehon di Bologna "Tu e il mio respiro" di Mimmo Sorrentino

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Espressività, professionalità ed integrazione
nel panorama teatrale a cura di Fulvio De Nigris
Secondo appuntamento martedì 20 aprile alle ore 21 al Teatro Dehon via Libia 59, per l'undicesima stagione della rassegna “Diverse abilità in scena” a cura di Fulvio De Nigris con lo spettacolo presentato da:

Gli amici di Luca e Teatro dell’Argine 
“Tu è il mio respiro” regia di Mimmo Sorrentino
conduttori e registi Teatro dell'Argine: Nicola Bonazzi, Deborah Fortini
coordinamento pedagogico Federica Perri

ingresso ad offerta libera


Le attività teatrali de “Gli amici di Luca”nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris sono realizzate grazie al contributo della Fondazione Alta Mane Italia


Negli ultimi anni sempre più spesso gli spettacoli che portano avanti l’esperienza nel disagio hanno trovato posto in luoghi teatrali e rassegne. Ma è ancora difficile far accettare questo mondo da un pubblico non solo formato da familiari, amici, persone coinvolte, ma anche da persone non coinvolte, dai critici teatrali e studiosi del settore che comunque ne riconoscono la bontà del percorso, il valore sociale dell’impresa, ma non ne sanno identificare l’aspetto artistico che porrebbe sullo stesso piano uno di questi spettacoli a quelli, più blasonati, portati in scena da compagnie professionali e da attori di chiara fama.
La rassegna “DIVERSE ABILITA’ IN SCENA espressività, professionalità ed integrazione nel panorama teatrale” intende porsi questo obiettivo e lo fa ormai da undici anni. Fare incontrare i “direttamente coinvolti” con il pubblico indifferenziato, gli studiosi del settore, con gli esperti ed il mondo teatrale. Per verificare se poetiche differenti, che si esprimono attraverso il teatro, possano convivere in una stessa rassegna per scambiarsi diverse letture del proprio mondo interiore a prescindere da abilità o disabilità ma tenendo proprio conto delle “diverse abilità in scena”.
E’ una ulteriore sfida per contribuire a far scoprire ai partecipanti la propria valenza artistica, unita alle risorse personali con cui affrontare situazioni di vita quotidiana.









lunedì 21 marzo 2016

21 marzo giornata mondiale della poesia

Tempi di Fabbrica 
video realizzato dall'Associazione Culturale Zeicon in colaborazione con Archivio Cinema d'Impresa e Fondazione Ansaldo.

Incontro tra cinema d'industria e poesia che guarda alla realtà industriale.
Versi di autori classici e contemporanei scelti per il video, interagiscono con immagini di filmati industriali. Sono versi scritti sulla realtà della fabbrica e sul rapporto uomo macchina. Associazioni verbali e contrapposizioni tematiche, toni di esaltazione o di denuncia, di estraneità o attrazione, pura notazione, impressioni e percezioni sensoriali, arricchiscono le visuali della fabbrica, articolandone l'approccio.

Testi di:
Luciano Folgore
Christa Wolf
Vladimir Majakovskij
Luigi Pirandello
Luigi Di Ruscio
Vittorio Sereni
Paolo Volponi
Simone Weil
Bruno Brunini
Anna Albertano







giovedì 18 febbraio 2016

Music Freedom Italy Day Quinta Edizione Bologna 5 marzo 2016


5 Edizione Music Freedom Italy Day
Sabato 5 marzo 2016
Centro Katia Bertasi
Via Fioravanti 22 Bologna

 


Per la Poesia partecipano i poeti:
Anna Albertano, Antonella Barina, Bruno Brunini, Davide Ferrari, Gabriele Xella, Michela Turra, Nadia Cavalera, Pina D'Aria, Pino De March, Serenella Gatti Linares, Sergio Rotino, Silvia Parma












mercoledì 13 gennaio 2016

"Free Ashraf Fayad" Giovedì 14 gennaio 2016 ore 17,30 Libreria Ubik Via Irnerio 27 Bologna


Giovedì 14 gennaio, dalle 17,30 alle 19,30
"FREE ASHRAF FAYAD"
Evento internazionale a sostegno del poeta e intellettuale palestinese condannato a morte dal governo dell'Arabia Saudita.
Nell'ambito dell'appello internazionale lanciato dal Festival Internazionale di Letteratura di Berlino, anche a Bologna, come in numerose altre città italiane e del mondo, il 14 gennaio 2016 sarà organizzato l'evento "Free Ashraf Fayadh" a sostegno del poeta.
La serata in libreria sarà molto ricca: sono previste letture in italiano ed arabo di poesie dello stesso Ashraf, e musiche dal vivo del gruppo musicale Hudud (ConFini) composto da musicisti provenienti da Medio Oriente ed Europa; inoltre lo scrittore iracheno Gassid Mohamed interverrà via Skype da Baghdad. Egli è autore di un saggio di approfondimento sulla vicenda giudiziaria con un'attenta analisi dei testi incriminati. Ci sarà inoltre un banchetto di Amnesty International, organizzazione che ha lanciato uno degli appelli per la liberazione del poeta, e un breve intervento de lamacchinasognante.com, contenitore di scritture online, che insieme al gruppo di poesia multiVERSI e all'associazione Movimentodalsottosuolo promuove l'evento.
L'iniziativa vede anche l'adesione dell'Associazione Movimento dal Sottosuolo e di UAAR - Unione Atei Agnostici Razionalisti.
"Ha scritto poesie blasfeme»: con questa motivazione il tribunale saudita di Abha ha condannato a morte lo scrittore palestinese Ashraf Fayadh innescando proteste e appelli di grazia, da Ramallah a New York, destinati al sovrano wahabita Salman

Fayadh ha 32 anni, è nato in Arabia da una famiglia palestinese originaria della Striscia di Gaza, ed è una figura di spicco dell’arte saudita non solo per le sue poesie ma anche per essere stato protagonista del gruppo «Edge of Arabia» che ha curato una propria esposizione alla Biennale di Venezia del 2013. Proprio in quell’anno è stato arrestato a seguito di un vivace alterco, in un caffè di Abha, con uno degli avventori che affermava di non gradire le sue strofe considerate in contrasto con i dettami dell’Islam.