mercoledì 3 aprile 2019

POLONAISE, la nuova silloge di ANNA ALBERTANO







In una creazione poetica inseparabile dal registro della memoria (...) il rigore linguistico si coniuga con un discorso poetico coeso (...) che infonde, dalla prima all'ultima poesia, un unico respiro.
                        Luigi Poggi
              




    











https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Albertano

https://annaalbertano.wordpress.com/

http://www.lebeg.it/index.php?route=product/manufacturer/info&manufacturer_id=32













lunedì 1 aprile 2019

Surrealist Lee Miller, Palazzo Pallavicini, Bologna, dal 14 marzo al 9 giugno 2019






La prima italiana della retrospettiva dedicata ad una delle fotografe più importanti del Novecento, a Palazzo Pallavicini, via S.Felice 24, Bologna dal 14 marzo al 9 giugno 2019.

La mostra “Surrealist Lee Miller”, organizzata da Palazzo Pallavicini e curata da ONO arte contemporanea, si compone di 101 fotografie che ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso quelli che sono i suoi scatti più famosi e iconici, compresa la sessione realizzata negli appartamenti di Hitler, raramente esposte anche a livello internazionale e mai diffuse a mezzo stampa per l’uso improprio fattone negli anni da gruppi neonazisti.
Lanciata da Condé Nast sulla copertina di Vogue nel 1927, Lee Miller diventa una delle modelle più apprezzate e richieste dalle riviste di moda, ritratta da fotografi come Edward Steichen, George Hoyningen-Huene o Arnold Genthe. Innumerevoli i servizi fotografici di cui è stata protagonista, fino a quando non decide di passare dall’altra parte dell’obiettivo.
Profondamente colpita dalle immagini del fotografo e artista Man Ray, ne diventa modella e musa ispiratrice e instaura con lui un duraturo sodalizio artistico e professionale che li porterà a sviluppare la tecnica della solarizzazione. Amica di Picasso, Ernst, Cocteau, Mirò e di tutta la cerchia dei surrealisti, Miller apre a Parigi il suo primo studio affermandosi come ritrattista e fotografa di moda, anche se il nucleo più importante di opere in questo periodo è certamente rappresentato dalle immagini surrealiste: le celebri Nude bent forward, Condom e Tanja Ramm under a bell jar, opere presenti in mostra, accanto ad altri scatti che mostrano appieno come il percorso artistico di Lee Miller sia stato, non solo autonomo, ma tecnicamente maturo e concettualmente sofisticato.
Nel 1932 torna a New York per aprire un nuovo studio fotografico, ma due anni dopo si trasferisce al Cairo con il marito, l’uomo d'affari egiziano Aziz Eloui Bey. I lunghi viaggi nel deserto dove fotografa villaggi e rovine, l’avvicinano alla fotografia di reportage, un genere che porta avanti anche negli anni successivi quando viaggia nel sud e nell’est Europa con l’artista surrealista Roland Penrose (poi suo secondo marito). Nel 1939 si trasferisce a Londra e inizia a lavorare come fotografa freelance per Vogue. Nel 1944 è corrispondente accreditata al seguito delle truppe americane e collaboratrice del fotografo David E. Scherman per le riviste “Life” e “Time”. Fu lei l’unica fotografa donna a seguire gli alleati durante il D-Day e a documentare le attività al fronte e durante la liberazione. Alla scoperta degli appartamenti di Hitler a Monaco di Baviera scatta quella che probabilmente è la sua fotografia più celebre: l’autoritratto nella vasca da bagno del Führer.
Dopo la guerra Lee Miller ha continuato a collaborare con Vogue per altri due anni, ritirandosi poi lentamente dalla scena artistica. Fondamentale il suo apporto alle biografie scritte da Penrose su Picasso, Mirò, Man Ray e Tapies.

 
Orari:
da giovedì a domenica 11-20
(ore 19 ultimo ingresso)
Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì
Aperture straordinarie:
22 e 25 aprile 11-20
(ore 19 ultimo ingresso)
1 maggio 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)
2 giugno 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)







martedì 26 marzo 2019

"Napoli nostalgia di domani" di Paolo Macry, giovedì 28 marzo 2019, ore 18, libreria Feltrinelli, piazza Ravegnana 1 Bologna


Storico dell’età contemporanea e commentatore politico, Paolo Macry si immerge nel cuore del capoluogo campano per coglierne l’essenza più profonda: nel libro “Napoli. Nostalgia di domani” (Il Mulino) l’autore va oltre il pessimismo indulgente, gli stereotipi e l’aneddotica per tracciare il quadro di una città difficile ma mai rassegnata. Intervengono Alberto De Bernardi, Mauro Felicori e Luigi Spina.


Napoli è una sorpresa che deve essere cercata senza pigrizie nella carne viva del suo corpo affollato, accettando le tensioni di un viaggio in territori ignoti. È un catalogo di possibilità che la storia ha reso talvolta drammatico. Uno specchio di intelligenze, passioni, ferite, in cui a ciascuno è dato ritrovare qualcosa di se stesso.
Napoli è uno di quei luoghi che ciascuno crede di conoscere anche se non li ha mai visti. Un immaginario spesso ideologico, fatto di stereotipi, di racconti ossificati, di un’infinita aneddotica. La città si giudica continuamente e viene continuamente giudicata. Sconta il pessimismo indulgente che non di rado gli stessi «nativi» si cuciono addosso e sconta la lontananza culturale, arcigna o paternalistica, di chi la osserva dall’esterno. Di Napoli, Paolo Macry tocca le nervature profonde, ripercorre i segni di un tessuto urbano bimillenario, i comportamenti di lungo periodo della popolazione. Insegue le fratture drammatiche della sua storia, le esperienze politiche che l’hanno segnata, fino alle vicende di tre sindaci-sovrani, Lauro, Bassolino e de Magistris. Ci trasmette la suggestione di una città difficile e mai rassegnata. Napoli, per chi voglia conoscerla, capirla, ritrovarla, continua a essere un mondo. Un mondo da pensare. O forse un modo di pensare.


Paolo Macry, storico dell’età contemporanea e commentatore politico. Tra i suoi libri per il Mulino ricordiamo «Ottocento» (2002), «Gli ultimi giorni. Stati che crollano nell’Europa del Novecento» (2009) e «Unità a Mezzogiorno» (2012).













mercoledì 20 marzo 2019

Il 21 marzo 2019 in tutta Italia la XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

 La XXIV edizione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, quest’anno si svolgerà il prossimo 21 marzo a Padova, scelta come piazza principale, e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia. Come ogni anno, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, le reti di Libera e Avviso Pubblico, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritroveranno in molte città per ricordare, nome per nome, tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente.


http://www.liceozucchi.gov.it/Studenti/DocumentiStudenti/XXIII%20giornata%20della%20memoria%20e%20dell%27impegno.pdf












venerdì 22 febbraio 2019

Il Viaggio di Bemolle, sabato 2 marzo 2019 ore 21, Teatro Dehon via Libia 59 Bologna




 
viaggio di Bemolle” presentato dalla compagnia teatrale “Sopra le righe” testo e regia di Gabriele De Pasquale, inaugura sabato 2 marzo alle ore 21.00 al Teatro Dehon via Libia 59 Bologna, la quattordicesima edizione della rassegna “Diverse abilità in scena” promossa dall’associazione Gli amici di Luca onlus. Quasi due ore di spettacolo, quattordici canzoni inedite, totalmente cantato dal vivo. Testi di Gabriele De Pasquale - Musiche e arrangiamenti di Giacomo Dalla - Armonizzazione dei Sopra le Righe. L’incasso sarà devoluto alla Casa dei Risvegli Luca de Nigris.Biglietto euro 10 prevendita Vivaticket. Info:3311502262.









mercoledì 20 febbraio 2019

Paths of hope and despair, mostra fotografica di Yannis Behrakis



Paths of hope and despair



Sono fuggiti nel cuore della notte, con i propri beni rinchiusi in sacchi neri di plastica. Si sono nascosti in camion o stipati in barche e sono scappati, fuggiti via correndo, superando checkpoint e barricate, guadando fiumi e barcollando sulle sommità delle colline.
Hanno lasciato le loro case in cerca di sicurezza – Bosnia, Somalia, Albania, Iraq, Croazia, Libia, Cecenia, Kosovo, Siria e non solo. Genitori, fratelli, mogli sono rimasti indietro, in attesa. Molti non ce l’hanno mai fatta. Molti di più resteranno per sempre allo stato di rifugiati.
Per quasi tre decenni, il fotografo della Reuters, Yannis Behrakis, è stato testimone del movimento di massa di queste persone: gli oppressi e i torturati, i minacciati e i picchiati. Nel Medio Oriente, in Africa, in Asia, nei Balcani e altrove in Europa, il lavoro di Behrakis è la prova della natura ciclica del conflitto e ci ricorda la conseguenza inevitabile della guerra: l’esodo.  [...] (Testo di Carolina Taggaris / Traduzione di Alberto Scarinci)

Mostra a cura di Dipartimento di Scienze dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"; Biblioteca di Scienze dell'Educazione "Mario Gattullo". In collaborazione con Fondazione Alma Mater.

Orari di apertura:
da lunedì a venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-12.00









lunedì 11 febbraio 2019

La Musa Inquieta, Sabato 16 febbraio 2019 ore 17 Libreria Einaudi Bologna

                                 
                                    LA MUSA INQUIETA 
                                                    Sul dissidio tra poesia e filosofia 

seguito da

Recital di poesia

 Angela Peduto e Raffaele Riccio

Partecipano gli attori Marta Di Tella e Filippo Lanzi



Sabato 16 febbraio 2019, ore 17

 Libreria Einaudi, Via Mascarella 11/A - Bologna

                                                    Ingresso libero. Posti a disposizione limitati
 

 
Già nello Ione, e poi in maniera definitiva nella Repubblica, prende forma l’opposizione tra poesia e filosofia. Il programma di Platone, in quel preciso momento storico, è di sostituire alla « poesia » - e ai suoi strumenti di diffusione - la « filosofia » con i suoi nuovi strumenti - primo fra tutti la discussione dialettica -, come base formativa dell’anima dell’uomo. Benché ci sia una radicale differenza tra la concezione della poesia dell’uomo antico e quella dell’uomo moderno, non c’è dubbio che la condanna platonica abbia influenzato il modo successivo di concepire la poesia nella cultura occidentale. La poesia, respinta ai margini, sottoposta a discorsi ora troppo tecnici ora troppo vaghi, ha perso la sua funzione nel processo di conoscenza e mai – se non con rare eccezioni – è stata posta al centro di una cruciale riflessione sul linguaggio.

E’ nel pensiero di Maria Zambrano, filosofa spagnola costretta per gran parte della vita all’esilio, che si trovano indicazioni originali. Convergono in esso la riflessione politica e filosofica, la poesia di Machado, la mistica di Giovanni della Croce. A partire dal gesto originario che separò filosofia e poesia condannandole all’estraneità, la filosofa interroga il senso aperto e profondamente problematico della condanna platonica. “Ci dev’essere stato un momento in cui sentire e capire non erano separati”: ma riunirli non significa risolvere e ricucire il rapporto filosofia-poesia; significa spingersi verso una nuova logica, che potrà darsi solo attraversando fino in fondo le loro contraddizioni e il loro conflitto.