lunedì 12 ottobre 2026


dal 9 ott 2026 al 29 mar 2027

  • @ Palazzo Albergati

Da Gaudì a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen

 Da Gaudì a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen. Presentata per la prima volta al mondo, la rinomata e segretissima Collezione Carmen Thyssen debutta a Bologna, a Palazzo Albergati, con oltre 100 capolavori.

Dal 9 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 i grandi Maestri del Novecento - da Gaudí (di cui quest’anno ricorre il centenario della morte) fino a Dalí, passando per Picasso, Miró, Rusiñol, Mir, Nonell, Togores, Torres-García, Julio González e molti altri artisti, alcuni dei quali mai visti prima in Italia - raccontano un periodo magico: Barcellona, inizio ‘900, una città vibrante dove nasce l’arte moderna. 

Con la curatela di Jordi Falgàs, l’esposizione è un’occasione unica per ammirare un'ampia selezione delle opere che, prossimamente, confluiranno nella collezione permanente del futuro Museu Carmen Thyssen Barcelona. 
Una mostra piena di fascino e poesia, per sognare tra i caffè di Barcellona, passeggiare nella luce del Mediterraneo e scoprire l’energia creativa di uno dei periodi più intensi della storia dell’arte. Oltre allo straordinario fascino estetico, la mostra costituisce un invito alla scoperta: quella di un periodo unico e irripetibile che va dalla fine dell'Ottocento fino agli anni '30 del Novecento, quando a Barcellona si incrociano le traiettorie di grandi artisti e architetti. Alcuni sono nati nella città stessa, altri sono arrivati dal resto della Spagna, dall'Europa o dal Sud America. Tutti loro hanno mantenuto un intenso dialogo con Parigi e hanno contribuito a gettare le basi della grande rivoluzione artistica che avrebbe dato origine alle avanguardie del XX secolo, dal cubismo al surrealismo. 

Orario apertura

tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie 

  • Domenica 1° novembre 10.00-20.00
  • Martedì 8 dicembre 10.00-20.00
  • Giovedì 24 dicembre 10.00-17.00
  • Venerdì 25 dicembre 16.00-20.00
  • Sabato 26 dicembre 10.00-20.00
  • Giovedì 31 dicembre 10.00-17.00
  • Venerdì 1° gennaio 12.00-20.00
  • Mercoledì 6 gennaio 10.00-20.00
  • Domenica 28 marzo 10.00-20.00
  • Lunedì 29 marzo 10.00-20.00
    La biglietteria chiude un’ora prima

Per info biglietti e prevendita vai sul sito di Palazzo Albergati a questo link

Biglietto ridotto per i possessori di Card Cultura

venerdì 2 ottobre 2026

L'Associazione Culturale Zeicon

    Gregorio Scalise, Giorgio Celli, Anna Albertano alla Biblioteca Renzi di Bologna
 


L’Associazione Culturale Zeicon di Bologna, composta da scrittori, poeti, registi e critici cinematografici, promuove iniziative a carattere letterario e cinematografico.

Nata col fine di realizzare audiovisivi, e con un intento sperimentale di mescolare i linguaggi  ha aperto via via nel tempo a realtà diverse portando la parola poetica in altri ambiti artistici e sociali, così è stato ad esempio con Terra Madre Day, quando si è scelto di affrontare il tema del cibo, nelle sue svariate implicazioni, in forma di poesia.

Sin dalla sua costituzione, ha realizzato filmati artistici, ideato eventi culturali, reading di poesia, incontri con autori e presentazione di libri in collaborazione con soggetti e associazioni presenti nel territorio.

Tra le varie iniziative, nel 2015, Zeicon in collaborazione con la Fondazione Ansaldo di Genova, l’Archivio Cinema d’Impresa di Ivrea e Archivio M.C. ha realizzato il video “Tempi di fabbrica” proiettato a Bologna al Kinodromo il 9 dicembre in una serata d’incontro tra cinema e industria.

Attraverso il proprio blog, l’Associazione promuove anche la divulgazione di opere e iniziative di altre realtà culturali.





martedì 29 settembre 2026

Prima dell’onda di Bruno Brunini, La Vita Felice, 2026, La poesia sulla soglia della cancellazione, nota di Andrea Masotti

 


In questo nuovo libro di poesie di Bruno Brunini, Prima dell’onda, La Vita Felice, 2026, la natura irrompe non come paesaggio da contemplare, ma come forza imprevedibile e distruttiva. C’è un momento, prima che l’acqua travolga ogni cosa, in cui il mondo sembra ancora riconoscibile. Le strade sono ancora strade, le case sono ancora luoghi abitabili, le voci possono ancora raggiungersi. Prima dell’onda  introduce progressivamente il lettore in una dimensione di attesa e sospensione, ci si trova così su una soglia, nel punto incerto tra ciò che ancora esiste e ciò che sta per essere travolto. 

La raccolta sembra svilupparsi proprio lungo questa soglia instabile. Il mondo rappresentato da Brunini è attraversato da una minaccia crescente, alluvioni, frane, eventi metereologici estremi, e con essi, da un senso di disorientamento che coinvolge tanto la realtà esterna quanto quella interiore. L’acqua che “che per strada si alza in un male/copre i ricordi”, invade, trascina, confonde, sommerge gli oggetti intimi e quotidiani, non distrugge soltanto gli spazi fisici, ma sembra penetrare nella memoria e nell’identità. L’immagine di questi versi è emblematica, l’acqua che è insieme elemento naturale e metafora della fragilità dell’esistenza, diventa ciò che rende irraggiungibile quello che prima sembrava stabile e familiare: luoghi, incontri, percorsi. 

È proprio questo passaggio dai fenomeni naturali all'interiorità uno degli elementi più significativi di Prima dell’onda, la frana diventa anche uno “smottamento interiore”, l’esondazione del fiume può essere letta come l’esondazione dei ricordi, delle paure e delle emozioni. Il paesaggio esterno e quello interiore finiscono per sovrapporsi fino a diventare quasi indistinguibili. La catastrofe è ciò che accade all’ambiente e ciò che accade all’uomo quando vengono meno i suoi punti di riferimento. 

La poesia scelta per accompagnare la presentazione del volume, racchiude in sé i temi e le suggestioni dell’intera opera: “l’inondazione si estendeva / nel cieco movimento della piena/e noi ne siamo parte»: l’aggettivo “cieco” attribuito alla piena trova un esito di notevole intensità, la natura travolge, procede senza intenzione, senza una logica comprensibile e senza distinguere tra ciò che deve essere salvato e ciò che può essere perduto. Di fronte a questa forza compare il “noi”: «e noi ne siamo parte» che sancisce la definitiva perdita della distanza tra osservatore e fenomeno. Non siamo spettatori dell’inondazione, ma elementi del suo stesso movimento. L’essere umano è trascinato insieme al mondo che lo circonda.

Da quel momento la poesia procede come una corrente. «Passeggeri di buio sicuro», scrive Brunini, il viaggio avviene senza una meta leggibile; il buio diventa quasi l'unica certezza possibile.

Sfuggendo al controllo dei nessi, anche il linguaggio contribuisce a creare quella sensazione di vulnerabilità, che da prospettive diverse attraversa le sei sezioni del libro. E’  come se la forma imitasse il movimento dell’acqua, che non procede in linea retta, ma devia, ritorna, trascina, interrompe. La sintassi spezzata, gli improvvisi salti d’immagine, producono un effetto di deriva, l’uso potente dell’analogia che ne scaturisce, riflette visivamente e ritmicamente lo sfaldamento. Ma la scrittura non ricostruisce un ordine perduto, si sviluppa invece portando le fratture, che si rivelano cruciali; Brunini, infatti, non si limita a parlare dell'instabilità, ma cerca una lingua capace di abitarla.

Un treno passa «tra le facce dei morti», una città «ritorna in una cronaca», una voce si disperde al telefono. 

Da qui acquistano valore quei «giorni scampati a ogni fine», quegli «attimi salvati dalle onde». L'espressione non ha nulla di enfatico, salvare qui è sottrarre al nulla qualcosa di vitale per quanto fugace: un attimo, una voce, un'immagine. 

La poesia non salva il mondo, salva tracce del mondo. È una distinzione importante, perché impedisce alla raccolta di trasformarsi in una semplice poesia della catastrofe. Il disastro, piuttosto, è il dispositivo attraverso cui Brunini interroga ciò che rimane quando le basi materiali della quotidianità cedono. E ciò che rimane è fragile, discontinuo, spesso anonimo. 

In un trapasso inarrestabile, proprio perché tutto può essere cancellato, la poesia di questo libro, acquista un'urgenza nuova, diventa l’argine nel quale una voce può ancora essere trattenuta, un luogo può ancora essere nominato, un attimo può sottrarsi alla corrente. Il titolo assume allora una risonanza quasi programmatica: scrivere prima dell'onda significa scrivere nel tempo breve che precede la cancellazione, raccogliere ciò che ancora può essere raccolto. I versi di Brunini sembrano affidarsi proprio a questa misura: finché è ancora possibile, la lingua continua a strappare frammenti di luce al silenzio di ciò che scompare.

 

 

 

 

 

 


mercoledì 5 febbraio 2025

Mercoledì 5 febbraio 2025 ore 19 al Gallery 16 "Gian Maria Volonté. L'immagine e la memoria" Valeria Mannelli in dialogo con Luisa Ceretto

 Mercoledì 5 febbraio 2025 alle ore 19.00 

al Gallery 16 in via Nazario Sauro, 16/a, a Bologna

Presentazione del volume  GIAN MARIA VOLONTÉ. L'IMMAGINE E LA MEMORIA 
a cura di Valeria Mannelli (2024) edizioni Transeuropa.

La curatrice dialogherà con la critica cinematografica Luisa Ceretto

Volume, rivisto e ampliato, ripubblicato a 30 anni dalla morte, avvenuta il 6 dicembre 1994, mentre Volonté girava un film durante la guerra in Bosnia, dal Museo del Cinema di Torino, che conserva l'archivio personale di Volonté, e organizza eventi, laboratori didattici, rassegne cinematografiche per ricordare uno degli attori più significativi del panorama cinematografico italiano

Valeria Mannelli, nata a La Spezia e laureata in storia e critica del cinema a Roma, insegna lettere alle scuole medie di Bologna. Dal 1996 al 2001 collabora con la Cineteca di Bologna con progetti da lei ideati fra cui uno su Gian Maria Volonté di cui cura l'omonima pubblicazione. Si occupa di cinema e memoria nella scuola. 
 
Luisa Ceretto critica cinematografica, lavora presso la Cineteca di Bologna. Ha curato sin dagli anni novanta monografie di registi italiani e stranieri e cataloghi dedicati alla cinematografia iraniana, balcanica, araba e dell'estremo Oriente, in particolare a Abbas Kiarostami, Emir Kusturica, intervistando fra gli altri Marco Bellocchio, Peter Weir, Giuliano Montaldo, Margarethe Von Trotta, Agnes Varda, Istvàn Szabò. Per il volume Gian Maria Volonté. L'immagine e la memoria ha intervistato André Delvaux, Claude Goretta e Idrissa Ouedraogo. Per la rivista "Primi Piani" ha curato recentemente un numero monografico dedicato a Volonté con un'intervista alla figlia Giovanna Gravina Volonté
 
 
 Gian Maria Volonté. L'immagine e la memoria | Patto per la lettura
 
                                                    
                                                  

martedì 4 giugno 2024

La Certosa di Bologna: un libro aperto sulla Storia

 

 Una passeggiata dedicata a chi non ha mai visitato prima il complesso monumentale, l’ABC della nostra Certosa: dalla necropoli etrusca al monastero, dall’istituzione del “cimitero moderno” ai capolavori più famosi e tante, tante curiosità. Il percorso porterà davanti alle tombe più note della Certosa: quella di Lucio Dalla, Giosue Carducci, Alfieri Maserati, la famiglia Majani e tanti altri celebri cittadini del passato.


Visita guidata a cura di Mirarte. 

Prenotazione obbligatoria su www.mirartecoop.it.

Ritrovo all'ingresso principale (cortile chiesa), via della Certosa 18.

Ingresso: € 13,00 intero / € 8,00 ridotto (bambini 6-12 anni, persone con disabilità) (per ogni ingresso pagante due euro saranno devoluti alla valorizzazione della Certosa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 10 maggio 2024

PICASSO La metamorfosi della figura -22 febbraio 2024 – 30 giugno 2024 - Mudec – Museo delle Culture via Tortona 56, Milano

PICASSO

La metamorfosi della figura

  22 febbraio 2024 – 30 giugno 2024

A cura di Malén Gual e Ricardo Ostalé

Picasso non considerava come ‘primitiva’ l’arte che lo ispirava, che muoveva la sua mente creativa in un desiderio inarrestabile di aprire nuove strade, non vedeva un ‘prima’ e un ‘dopo’ nell’arte, non c’era un’arte “altra”, “diversa”: Picasso la concepiva come un Tutto senza tempo.

La mostra “Picasso. La metamorfosi della figura”, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, con il contributo di Fondazione Deloitte, Institutional Partner e con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, chiude idealmente un lungo 2023 di celebrazioni del 50° anniversario della morte del pittore e lo fa ripercorrendo la ricchissima produzione di Picasso, dalle opere giovanili fino alle più tarde, alla luce del suo amore per le fonti artistiche ‘primigenie’, per l’‘arte primitiva’

 Per raccontare la costante rielaborazione intellettuale e l’eredità artistica della visione del maestro spagnolo la mostra ospita oltre quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori, del preziosissimo Quaderno n. 7 concesso dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso – Museo Casa Natal di Malaga. Fondamentale per questa mostra, infatti, è l’accompagnamento in questo percorso assolutamente peculiare e inedito di tutti i principali musei spagnoli che ospitano opere del grande maestro: in primis la Casa Natal di Malaga, ma anche il Museo Picasso di Barcellona e il Museo Reina Sofia di Madrid, oltre a numerosi collezionisti privati.

 ORARI

22 febbraio 2024 – 30 giugno 2024
Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30 – 19.30
Giovedì – sabato 9.30 – 22.30
ULTIMO INGRESSO UN’ORA PRIMA

 Mudec – Museo delle Culture
via Tortona 56, Milano